Baraggia fiorita

Siamo già stati in barragia ma la scorsa volta era piena estate, il bosco di querce era verde e l’altipiano brullo come una savana africana, il tempo a disposizione ci aveva consentito di attraversare solo una piccola porzione del querceto che era rimasto inesplorato. Fino a oggi.

Eccoci nuovamente qui dunque, con l’obiettivo di esplorare la parte più rigogliosa dell’area candelese della baraggia, godendo della temperatura mite e delle fioriture della stagione.

Per esplorare il bosco abbiamo deciso di partire dall’area attrezzata che si trova a fianco della SP307 che, attraversando il parco, si dirige verso Castellengo e Mottalciata. Il primo pensiero che abbiamo fatto è che sarebbe stata la posizione di partenza ideale anche per una gita estiva essendo l’area ombreggiata. Il fondo della zona in cui si può lasciare l’auto è in terra battuta e, se non ci sono stati recenti acquazzoni, è perfettamente in grado di garantire il giusto sostegno alle tre zampe della Joelette durante le fasi di spostamento dalla sedia a rotelle alla Joelette stessa.

Per questa gita abbiamo chiesto all’associazione Ti Aiuto Io di potere usare la loro Joelette a spinta assistita poiché alcuni pendii del bosco sono molto ripidi. Il bosco sarebbe esplorabile anche con una Joelette normale ma sicuramente avremmo dovuto programmare il percorso prima di partire, evitando di ritrovarci su salite troppo ardue per essere affrontate in sicurezza.

Il primo obiettivo della nostra escursione era quello di godere della fioritura stagionale del brugo che ricopre l’intero altipiano e che, sul finire della stagione estiva, fiorisce la prateria di colori che sembrano presi in prestito dalla fantasia di Renoir.
La salita che abbiamo percorso è molto ripida ed il fondo sconnesso la rende particolarmente difficile da risalire ma la spinta assistita della joelette è talmente efficace da annullare completamente i pesi consentendo a chi conduce di preoccuparsi esclusivamente delle traiettorie e dell’equilibrio e a chi vi è seduto di non soffrire gli strattoni dei conduttori.

La fioritura di erica non era ancora al suo apice ma passeggiare lungo i sentieri dell’altipiano è comunque stato piacevolissimo. Attraversando il bosco a nord abbiamo raggiunto il secondo tratto di brughiera che, affacciandosi su quella che viene chiamata“bocca del lupo”(uno smottamento che si affaccia sui pascoli di Cerreto Castello) offre un panorama ampissimo sulle prealpi biellesi. Da qui siamo ridiscesi nel querceto e, dirigendoci verso l’area attrezzata, abbiamo potuto godere della luce autunnale che filtrava fra le foglie, creando i giochi di colori e luci che tanto son cari agli amanti della baraggia. Il percorso che abbiamo affrontato ha una sviluppo di sette chilometri ed un dislivello +/- di 200m circa.

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