Il territorio del Comune di Candelo comprende una grande parte dell’altopiano selvaggio e suggestivo della Baraggia, chiamato il Baraggione: una vasta zona di circa 5000 ettari, a forma di triangolo, dalle particolarissime caratteristiche geologiche e botaniche. Numerosi sono i sentieri ombreggiati da querce secolari, tutti agevolmente percorribili a piedi, in bici o in joelette, che consentono l’esplorazione di questa zona così peculiare del territorio biellese.

La nostra escursione in baraggia è iniziata alle 9.30 e siamo partiti dal parcheggio principale che si trova sull’altopiano. Il parcheggio a ridosso della SP307 è ampio, libero a tutti e, nonostante sia molto assolato e costituito da un fondo in terra battuta, è risultato molto comodo per le operazioni preliminari di spostamento dalla sedia alla joelette.
Entrando nella riserva naturale si è immediatamente in contatto con il suo ambiente rurale più caratteristico: la brughiera. Qui il fondo pianeggiante e compatto rende l’escursione facile e piacevole anche per chi è seduto sulla joelette. Si ha l’impressione di essere stati catapultati nella savana africana: ci si trova in un’ampia prateria assolata, macchiata di erica, attraversata dai numerosi sentieri che escursionisti e animali hanno tracciato nel tempo. La composizione argillosa del terrreno rende evidenti gli effetti del ruscellamento delle acque piovose che, non potendo penetrare nel sottosuolo scavano piccoli canyon, disegnando il territorio fino al limitare dell’altopiano.
Al limitare della prateria inizia il querceto che costituisce il secondo ambiente caratteristico della riserva. Qui il fondo, rimanendo più umido, è sovente fangoso ed i sentieri sono meno scorrevoli per chi si muove su ruote. Esplorando i boschi della baraggia si possono affrontare alcuni dislivelli che, per chi conduce la joelette, possono essere difficoltosi per via della pendenza e del fondo irregolare. Va inoltre tenuto presente che questi sentieri, in virtù della particolare composizione geologica della zona, sono soggetti a mutamenti considerevoli a seguito delle piogge e chiunque frequenti la baraggia sa quanto sovente capiti di trovarsi la strada sbarrata a causa di una quercia caduta sul sentiero. È consigliabile quindi mandare avanti qualcuno a valutare la percorribilità delle discese prima di imboccarle.

Per godere di tutti gli ambienti esplorabili è consigliabile prendersi almeno un paio d’ore di tempo. Noi abbiamo camminato un’oretta per poi ritornare sui nostri passi (aggiungiamo qui il link al nostro percorso: Passeggiata in baraggia) ma i percorsi possibili sono tantissimi e con uno sviluppo di 5 o 6 km si possono percorrere circuiti facili quanti suggestivi.
Il baraggione ed il querceto sono talmente particolari da risultare belli in tutte le stagioni ma le mezze stagioni sono comunque preferibili perché sia in piena estate che in inverno il clima può rendere le baragge decisamente inospitali (la fioritura autunnale dell’erica sull’altopiano è spettacolare).
Vanno segnalati anche un paio di tasti dolenti sull’accessibilità di questa zona: sull’altopiano non c’è acqua ed è quindi fondamentale portarsene da casa e non ci sono spazi attrezzati per sostare lungo i sentieri ad eccezione di un’area attrezzata a ridosso della provinciale che può essere valutata come punto di partenza
